Domenica 22 giugno al Mazdapalace di Torino si è svolta la Convocazione
regionale dei gruppi e delle comunità del RnS Piemonte - Valle
d'Aosta, contemporanea a quella di altre regioni.
Circa TREMILA "pietre vive" - per riprendere l'immagine proposta
da LORENZO PASQUARIELLO, coordinatore regionale - hanno accolto l'invito
del Signore, che ha chiamato ad essere presenti. Ognuna di esse è
stata pensata e scelta dal Signore per essere parte della costruzione
dell'edificio spirituale, chi come fondamento, magari nascosto, chi
come struttura portante, chi come ornamento dell'opera. Ognuna di esse,
alla Cresima, ha ricevuto in dono il sigillo dello Spirito Santo, stabilmente,
da vivere e rinnovare ogni giorno.
Il RnS è come un cantiere aperto, nel quale ognuno ha la sua
parte, la sua posizione e l'opera del Signore diviene sempre più
bella quanto più ognuno svolge il compito per il quale è
stato pensato e chiamato. Il progetto è contenuto nella Parola
del Signore, confermato dal discernimento dei Vescovi; il progettista
è Dio: e ciò ci dà la certezza che l'opera alla
quale siamo chiamati è valida. Al centro del progetto sta la
Parola di Dio, proclamata, pregata, da osservare e mettere in pratica
proprio perché è Parola di Dio.
La vita nuova è per tutti, anche per chi non è stato chiamato
nel RnS. Ricuperiamo dunque la centralità dello Spirito Santo,
che ci chiama a realizzare non una vita sociale ma comunitaria, fondata
sulla preghiera carismatica, sui doni del Signore. Abbiamo bisogno di
formarci con umiltà, perché la conoscenza del dono che
ci è stato elargito viene un po' alla volta. Se sinora siamo
stati pecore, non basta essere eletti per sapere come si fa il pastore,
sempre consapevoli che l'unico Pastore è Gesù. Partiamo
insieme - e non in ordine sparso - per educarci a vivere la cultura
di Pentecoste, cioè la testimonianza, la 'messa in pratica' di
quanto indicato da Gesù per la sua Chiesa. Chi giungerà
nei gruppi - e di sorelle e fratelli abbiamo anche bisogno - dovrà
trovarci all'opera come in un cantiere attivo nella costruzione.
Nell'opera di formazione abbiamo strumenti importanti: le riviste
"Rinnovamento nello Spirito" e "Alleluja" che ci
aiutano a coltivare la conoscenza del corpo al quale apparteniamo e
che, come l'amicizia, hanno bisogno di relazioni, di ascolto, anche
di 'amici silenziosi' come possono essere i libri, come ci ha ricordato
CARLA OSELLA.
GUIDO TOMASI ha posto in evidenza il bisogno di esercitare concretamente
il sostegno fraterno, dando per quello che si è in obbedienza
alla parola che ci invita a dare secondo i bisogni della Chiesa. Il
sostentamento è indispensabile per la famiglia del RnS, per far
funzionare questo pezzo del corpo nelle iniziative alle quali siamo
stati chiamati anche dal Pontefice, tra le quali ricordiamo il Progetto
unitario di Formazione, Casa- famiglia a Loreto, Segreteria e sede nazionale,
Progetto chiesa in Moldavia.
Nel pomeriggio abbiamo avuto la grazia e la gioia di avere con noi
SALVATORE MARTINEZ, che ci ha invitato - sul tema proposto - a registrare
e riascoltare nella giornata il Salmo 139, che ci mostra Dio in azione,
perché spesso è per noi il rimprovero di Gesù:
"Ma voi non volete venire a me per avere la vita" (GV 5, 40),
mentre Gesù è venuto per donare la vita in abbondanza.
La vita terrestre, vissuta nella fede, diviene già ora vita celeste,
vita nuova, preludio della vita eterna, della quale saremo chiamati
a rendere conto nel giudizio.
PREGARE PER RESTARE IN VITA
Appare attualissimo il richiamo dei Padri conciliari alla vita, oggi
minacciata su molti fronti. Lo Spirito dà la vita e viene mortificato
dallo spirito di morte. Niente più della preghiera ci tiene in
vita; senza di essa si soffoca. Occorre pregare per evitare che Dio
sia escluso dal mondo. Pregare toglie dalla solitudine; solo chi prega
vive già la vita di Dio. Solo chi prega vede i propri difetti
e trova la forza di superare le tentazioni. Dobbiamo PREGARE come se
tutto dipendesse da Dio e AGIRE, come se tutto dipendesse da noi (sant'Agostino).
ALLA PRESENZA DELLA PAROLA
La formazione, anche estiva, darà forza ai responsabili. Rigenerati
dalla parola di Dio, questa Parola che ci ha creati ci fa passare di
creazione in creazione. Il RnS è nella, dalla, con, per la Parola.
E' popolo che si lascia ferire e curare dalla Parola, che rende uomini
veri, sacerdoti veri, donne e mamme vere.
La Bibbia non si rispetta tenendosene lontani! Già san Giovanni
Crisostomo rilevava che 'nella vita tu hai mille motivi per disperarti.
Tu hai bisogno della parola di Dio!'
MAI SENZA CIELO
Il Signore ci ha dato mente, mano, occhi, cuore, sensi per poter sentire
il grido dell'eternità, per vivere quel grido che, sotto l'azione
dello Spirito Santo, nei gruppi genera l'eternità per noi e per
i fratelli che, contagiati dal calore dell'accoglienza e della gioia,
vengono. I gruppi di RnS devono essere camera di ammissione alla "stanza
dell'amore vissuto", luoghi dove ci si può fidare che Gesù
Cristo è il Signore, potenza e presenza di Dio. Luoghi dove rendere
presente Dio. Il cielo è qui; Gesù è qui e si deve
vedere. Passa da noi la vita e la speranza. Mai qualcuno torni a casa
senza cielo, consolazione, amore.
La FEDE CARISMATICA si riscontra quando:
1. siamo capaci di sopportare il male, di vincerlo con il bene e perdonare
2. anticipa i tempi e noi avvertiamo la fame e la sete della Parola,
per nutrirci e sfamare i fratelli e le sorelle, per portare Gesù.
3. teniamo lo sguardo fisso su Dio ed abituiamoci leggere in modo carismatico
la realtà, cioè a vedere la presenza o l'assenza di Dio
e di Gesù in ogni situazione della vita. A dire: "si faccia
tua volontà"
4. ringraziamo il Signore che elargisce segni
5. la proclamazione di Gesù dipende anche da noi, ai quali è
stato rivolto il comando di andare, predicare - specialmente con la
vita -
6. i segni accompagneranno la fede. Questa è la nostra responsabilità.
Ricordiamo che nulla è impossibile a Dio; che la
fede, anche quando è piccola, tiene in piedi la storia; che siamo
amati senza misura. Viviamo da cristiani e carismatici perché
vogliamo raccontare che Gesù è vivo, presente, disposto
a farci vedere la bellezza del suo nome, unico nome che salva. Ritorniamo
sempre allo Spirito ed abbiamo il coraggio di affidarci alla potenza
che ci raggiunge, credendo che lo Spirito Santo vuole rendere ancora
più bella la Chiesa. Signore, qui ti attendo.
Si è poi vissuto un AMPIO E MERAVIGLIOSO TEMPO DI PROCLAMAZIONE
DEL NOME E DELLA PRESENZA DI GESÙ, che ha operato per la gloria
del Padre. Il ministero della musica e del canto, in alcuni momenti
anche quello della danza, insieme con gli altri ministeri ci hanno aiutato
ad aprire cuore e labbra. Prima della conclusione dell'eucaristia tre
testimonianze di cristiani in cammino sono state proclamate a gloria
del Padre ed hanno confermato e fatto 'toccare con mano' alcune delle
meraviglie della sua incessante opera, con guarigioni e con la forza
di vivere la castità.
Prima della pausa che ha preceduto la messa, il CAMMINO BAMBINI E RAGAZZI
ha proposto all'assemblea una grande sagoma, che ci ricorda l'opera
del Signore: OGNI FIGLIO È VERA OPERA DEL SIGNORE. Sono suo dono
i suoi figli, generati da padre e madre, ma sempre inviati da Dio. OGNI
GIORNO LA GLORIA DI DIO È VIVA NELLA FAMIGLIA! Ed è da
rispettare e nutrire perché avvenga una vera crescita, non solo
fisica. Ogni bambino, opera di Dio, sia accolto, amato, aiutato a crescere
nella fede, speranza e carità da ognuno di noi, perché
ognuno - genitore, nonno - è corresponsabile dell'opera di Dio.
Ci diamo appuntamento il 20 settembre 2008, al pellegrinaggio delle
famiglie presso il Santuario di Pompei per mostrare il volto delle famiglie
cristiane che pregano, amano e sperano, per consegnare all'intercessione
di Maria l'Italia.
Nel corso dell'Eucaristia, presieduta dal Vescovo ausiliare di Torino,
Mons. GUIDO FIANDINO ci ha poi ricordato che Paolo di Tarso era ben
consapevole che il protagonista dell'opera era il Signore, e non lui.
"Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti
perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga"
(GV 15, 16). Siamo opera dell'amore di Dio, che ci ha raggiunti, afferrati
per compiere l'opera di Dio attraverso ognuno di noi, chiamati ad essere
suoi testimoni per essere sua visibilità nel mondo. Abbiamo una
vocazione da capogiro perché lo spirito dei vicini di casa, di
parenti, colleghi... si rinnovi grazie alla nostra testimonianza. Lo
stile di vita cristiano non si deve nascondere come un camaleonte. In
ogni momento noi possiamo far fare a Gesù una bella figura o
una figuraccia, a seconda dei nostri comportamenti.
Pregare il Vangelo con la vita comporta persecuzioni ma è il
Signore stesso che ci invita a non temere. "Quando verremo a te
nella morte, possa Tu trovarci almeno combattenti se non vittoriosi"
(sant'Agostino). Nell'Eucaristia esprimiamo gratitudine per l'opera
che il Signore sta compiendo, mentre siamo umilmente consapevoli dell'incarico
che Dio ci affida. La testimonianza cristiana comporta fatica ma anche
gioia spirituale. Il Papa Benedetto XVI ci invita ad essere cristiani
uniti, ma non fusi; umili e non pavidi; semplici, ma non ingenui; pensosi
e non complicati. Continuiamo anche a pregare perché il Signore
mandi - e siano accolte - vocazioni sacerdotali, religiose, di speciale
consacrazione, missionarie, diaconali.
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