Incontro di preghiera a Grugliasco sabato 27.01.07, del Ministero del volontariato .
Oratore Angelo Civalleri.
La parola di Dio durante la reghiera
… servi inutili: servi senza paga o ricompensa ma non senza storia, poiché questa è radicata nella storia sacra di Dio.
Gv 1, 23
Voce di uno che grida nel deserto: preparate la via del Signore…
Ab 3, 19
Il Signore Dio è la mia forza, egli rende i miei piedi come quelli delle cerve e sulle alture mi fa camminare.
Gv 21, 24
Questo è il discepolo che rende testimonianza su questi fatti e li ha scritti, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera.
At 10, 34 - 36
Pietro prese la parola e disse: "In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque popolo appartenga, è a lui accetto. Questa è la parola che egli ha inviato ai figli d'Israele, recando la buona novella della pace, per mezzo di Gesù Cristo, che è il Signore di tutti.
Is 12, 3 - 6
Attingerete acqua con gioia alle sorgenti della salvezza". In quel giorno direte: "Lodate il Signore, invocate il suo nome; manifestate tra i popoli che il suo nome è sublime. Cantate inni al Signore, perché ha fatto opere grandi, ciò sia noto in tutta la terra. Gridate giulivi ed esultate, abitanti di Sion, perché grande in mezzo a voi è il Santo d'Israele".
Insegnamento
L'invito ad essere 'voce e testimonianza è stato inteso anche come conferma delle parole rivolte da Benedetto XVI nella basilica di San Paolo fuori le Mura durante la celebrazione che ha concluso l'annuale settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, giovedì 25 u.s., in riferimento alla necessità che i cristiani abbiano il coraggio di non restare in silenzio:
"Chi si pone all'ascolto della parola di Dio può e deve poi parlare e trasmetterla agli altri, a coloro che non l'hanno mai ascoltata, o a chi l'ha dimenticata e sepolta sotto le spine delle preoccupazioni e degli inganni del mondo.
Dobbiamo chiederci: noi cristiani, non siamo diventati forse troppo muti? Non ci manca forse il coraggio di parlare e di testimoniare come hanno fatto coloro che erano i testimoni della guarigione del sordomuto della Decapoli? Il nostro mondo ha bisogno di questa testimonianza; attende soprattutto la testimonianza comune dei cristiani".
Questo accenno del discorso del Papa per sottolineare la necessità, come cristiani prima e poi come volontari, di trasmettere il dono che abbiamo ricevuto, ossia la chiamata al servizio evangelico.
Sono poi passato a condividere alcuni pensieri sul volontariato come 'speranza', per vivere l'insegnamento di Gesù, spronati dall'esortazione di san Paolo: "Al fine di edificare il corpo di Cristo, finchè arriviamo tutti all'unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo" (Ef 4, 12a-13), nella strategia della gratuità!
Pertanto, servizio donato ai disperati, ovvero agli ultimi: i più bisognosi e dimenticati, meno noti e meno illustri, nella sola corrente dell'amore.
Se così facendo diventiamo seminatori di semi vivi di speranza e portatori di gioia, il nostro servizio si trasformerà in pura e seria opportunità di maturità, mettendoci dentro la storia dei nostri fratelli/sorelle con amore, senza esasperare la tentazione di starcene fuori o la voglia di ripiegare su di uno spiritualismo disincarnato che si disinteressa dei problemi della gente. Come rispondiamo alla dura affermazione di Giovanni:"Se uno dicesse: io amo Dio, e odiasse il suo fratello, è un mentitore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede" (! Gv 4, 19-20)?
Essere servitori, allora, significa rivedere il nostro ruolo di laici impegnati nella Chiesa, nella comunità cristiana e nel mondo, impegnandoci in prima persona, coscienti della nostra dignità battesimale, e facendo sperimentare la gioia e la speranza in un Dio vittorioso e vincitore, sempre vicino all'uomo.
L'agire in questo modo ci pone immancabilmente nella condizione di capire come il 'volontariato servizio sia una vera possibilità e opportunità per trovare lo stupore di essere servi.
Infatti, se la speranza è il motore del servizio e l'umiltà ne rappresenta le candele, l'impegno ne è il carburante, mentre fa da filtro dell'aria la provocatoria parola di Gesù: Nessuno può servire a Dio e a mammona" (Mt 6, 24).
Ma non basta, poiché lo stesso Gesù ci indica le marce da innestare nella via del servizio, per non provocare incidenti o tamponamenti: "Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua" (Lc 9, 23).
Allora è chiaro che anche il 'volontariato servizio si innesta, inevitabilmente, sul mistero della Croce che, solo, può chiarificare un eventuale e apparente fallimento del nostro agire ma che è, al contrario, semina vitale per la risurrezione silenziosa della nostra vera appartenenza umana, ecclesiale e comunitaria, frutto dello Spirito Santo per una perenne Pentecoste.
Maturità che ci porta, a volte, a diventare segno di contraddizione e di divisione, ma sempre portatori di pace, in quanto ci mette nella condizione di prendere la stessa via di Gesù, per portare frutti di opere buone per la gloria di Dio.
Ecco, allora, il vantaggio del 'volontario del servizio: bandito dai seguaci del mondo per vivere la beatitudine evangelica che esalta i poveri in spirito, per trovarsi tra gli ultimi, opposto ai primi.
In conclusione, il 'volontariato-servizio va trasmesso non con un ardore frettoloso, ma con ponderazione, tenacia e coraggio; non un servizio che si impone ma si propone; non luce che acceca ma illumina.
Pertanto, il 'volontariato servizio- è:
" un tempo speciale
" un perdersi per trovarsi.
"
Da ultimo, è sta distribuita, letta e commentata la lettera di Modesto dell'8.01.07 sul reclutamento per la prossima Convocazione Nazionale, esortando i partecipanti all'incontro a parlarne nel gruppi, ma soprattutto nei pastorali di servizio. |