"Benedetto abbiamo seguito la
Stella"
.. quando ho letto lo striscione che i ragazzi avevano preparato non ho
potuto trattenere un sorriso .. è esattamente così .. è
la frase che ho scritto in ogni maglietta, in ogni zainetto .. "nel
dubbio, segui la Stella" per arrivare alla meta: l'incontro con Lui.
Colonia .. una città invasa da 1 folla di giovani .. come prima
Toronto, come prima Roma.
La terza GMG per me .. come si dice, non c'è 2 senza 3 .. quando
provi questa un'esperienza di questo genere, di questa portata, non puoi
più farne a meno .. come una scarica di adrenalina .. elettricità
allo stato puro, che ricarica le batterie del tuo cuore riempiendolo di
tutto ciò di cui ha bisogno .. riempendolo di Lui.
.. quando per uno scherzo del destino ti ritrovi a stretto contatto con
persone che incontri per la prima volta e che ti sorridono e accolgono
come se ti conoscessero da sempre ...
.. quando invece di un sacco a pelo e una fredda palestra hai un letto
caldo e una famiglia che ti accoglie come una figlia ..
.. quando ascolti la voce di 1 vescovo che fino a poco prima girava per
la chiesa con le mani sulle spalle di un ragazzo e quelle di un altro
sulle sue, in un trenino, ballando al ritmo del battito delle mani di
tanti ragazzi che in pochi secondi passano dal chiasso festoso al silenzio
assorto nell'ascolto ..
.. quando piangi e ti liberi di un peso che si era fermato sopra il tuo
cuore, un groviglio di malessere e pessimismo che offuscava la vista e
non ti lasciava vedere la Luce, la Sua Luce ... quando piangi e un ragazzo
conosciuto da poco ti posa la mano sulla spalla, ad occhi chiusi, ringraziando
il Signore per averti accanto ...
.. quando ti immergi nel ritmo della folla, cantando e lodando il Signore
mentre raggiungi le sponde del Reno .. quando passa la barca e lo vedi
lì, in piedi sulla prua, con le braccia alzate a salutare la folla
.. un piccolo puntino bianco che fa sussultare il tuo cuore ...
.. quando senti che la Provvidenza esiste sul serio .. quando finalmente
hai un pò di "tempo libero" e decidi di visitare la città
come 1 turista, ti siedi fuori da un negozio a consumare la cena mentre
la gente si accalca sulla strada che è a pochi metri da te .. finisci
il tuo panino, vai a buttare la carta, ti avvicini alla folla cercando
di capire che succede e .. eccolo lì, papa Benny, seduto dentro
la PapaMobile che passa a 2 metri da te, si volta e ti sorride .. si,
proprio a te che eri lì "per caso" ..
.. quando arrivi a Marienfeld assieme ad una folla incalcolabile .. quando
il cielo è scuro, nuvoloni neri incombono sopra la spianata e poi,
pian piano, si dissolvono nel vento e hai la certezza che sono state le
preghiere di migliaia di ragazzi lì con te su quell'erba a compiere
il "miracolo" ...
.. quando inizia la veglia e osservi come Benedetto si muove, quasi imbarazzato,
con quell'aria dolce e che ti ispira subito affetto e simpatia .. quando
poi ascolti la sua voce, ferma e decisa nonostante la sua semplicità
e umilta, le sue parole che arrivano dritte al cuore, senza ipocrisia,
senza paura di proclamare la Verità e riaccendere quella Luce che
avevi nascosto per paura, paura del mondo ..
.. quando provi tutte queste cose è impossibile rimanere indifferenti
.. e impossibile non tornare a casa cambiati, almeno un pò .. scossi,
ricaricati, con il sorriso sulle labbra ..
"Benedetto abbiamo seguito la stella"
La stella l'abbiamo
seguita sul serio .. e Lui, il nostro Signore l'abbiamo incontrato ..
era lì, in mezzo a noi, e noi siamo venuti, siamo venuti per adorarlo.
Lucia
|
| |
Non ci sono aggettivi per descrivere
i dieci giorni trascorsi a stretto contatto con Gesù ad Essen e
Colonia.
E' giusto così: ciò dimostra la Sua grandezza e la Sua potenza.
In quei dieci giorni ho sperimentato in varie forme ciò che il
Signore ha sempre voluto donarmi, ma che io con il mio comportamento mi
ostinavo a rifiutare: il Suo immenso amore.
La potenza del Signore è talmente grande che non è descrivibile;
ho capito quanto Lui mi conosca profondamente e intimamente e sappia esattamente
ciò di cui ho bisogno.
Prima di partire per la Germania non riuscivo ad abbandonarmi a Lui a
causa del mio carattere; il Signore però, conoscendomi a fondo,
sapeva di cosa avevo bisogno: del SUO AMORE. Ed ecco che in quei dieci
giorni, d'amore del Signore ne è arrivato talmente tanto da far
cadere tutte le mie insicurezze, le mie paure, le ansie sedimentate nel
cuore.
Gesù, nella Sua straordinaria generosità, questo amore me
l'ha elargito in vari modi: purificandomi con il pianto, donandomi la
pace e la gioia nel cuore, dimostrandomi la sua presenza concreta e tangibile
accanto a me nella quotidianità di quei dieci giorni.
Ringrazio Gesù perchè mi ama talmente, e ha voluto legarmi
ancora più a Sé, da dar risposta a tutte le domande, i dubbi
che lo riguardavano e che Satana aveva astutamente disseminato nel mio
cuore e nei miei pensieri per allontanarmi da Lui.
Che felicità scoprire che non ero solo io ad amare Gesù,
ma che ad Essen c'erano altre duemila persone a lodarLo! Persone che provenivano
da ogni parte del globo! Che gioia immensa nel recitare il Padre Nostro,
io in lingua italiana e il fratello accanto a me in lingua hindi. E' stato
fantastico sperimentare come tutti i pregiudizi legati alla nazionalità
con l'aiuto di Gesù svanivano miseramente.
la gioia che ho nel cuore è incontenibile, per dimostrala fisicamente
mi verrebbe da urlare: "Grazie all'amore di Gesù sono felicissima.
Lui è vivo e non aspetta altro che cullarci e tenerci amorevolmente
tra le sue braccia!"
A voi fratelli e sorelle che non avete preso parte all'esperienza di Essen
e Colonia posso semplicemente dire: rinnovate quotidianamente il vostro
sì a Gesù e lasciatevi amare totalmente da Lui.
Camminate in Cristo e pregate affinchè tutti gli uomini della terra
vivano del Suo immenso amore.
Alleluia! Lode, Lode, Lode al Signore!
Maria R. |
| |
E' con ancora una grande gioia nel cuore e un grande stupore per le inesauribili
sorprese dello Spirito che mi accingo a condividere la bellissima esperienza
che abbiamo avuto la grazia di vivere - come giovani del Rinnovamento
nello Spirito - in occasione della XX Giornata Mondiale della Gioventù
svoltasi a Colonia in Germania dal 16 al 21 agosto 2005.
In quanto membri del nostro movimento avevamo innanzitutto accolto con
entusiasmo la proposta, avanzata da Salvatore Martinez e dai responsabili
nazionali del RnS, di partecipare, dall11 al 15 agosto, allo Youth
Arise International Festival (Festival Mondiale della Gioventù)
di Essen, un appuntamento che, come di consueto, dal 1995 precede le Giornate
Mondiali della Gioventù.
E' stata questa un'esperienza veramente eccezionale che ci ha innanzitutto
permesso di sperimentare in modo inusuale quanto inatteso l'universalità
- la cattolicità - della Chiesa.
Alle diverse sessioni del Festival, svoltesi nel segno della comunione
presso le strutture fieristiche del Grugahalle di Essen, hanno infatti
partecipato circa 2000 giovani che condividono una spiritualità
di tipo carismatico provenienti da 27 paesi del mondo. Il gruppo più
numeroso (circa 800 giovani) è ovviamente quello italiano, subito
seguito da quelli indiano e statunitense, ma ricordo ancora i giovani
del Rinnovamento Carismatico provenienti dal Canada, dalla Cina, dallAustralia,
dallo Sri Lanka, dal Messico e dai paesi caraibici, dal Brasile, dal Libano,
dal Pakistan e da diversi paesi del Golfo, dal Belgio e dallOlanda,
dalla Germania e dalla Polonia, dalla Croazia, dalla Spagna, da Malta,
da Gibilterra e dalle Canarie.
Alcune sessioni in particolare prevedevano momenti di condivisione in
piccoli gruppi in cui si poteva approfondire l'amicizia e la fraternità
attraverso un incontro che andasse al di là delle differenze e
uno scambio delle reciproche esperienze di fede vissute in contesti socio-culturali
così diversi. In particolare serbo nel mio cuore la commovente
testimonianza di alcuni giovani provenienti da paesi in cui la Chiesa
è tuttora apertamente perseguitata o almeno fortemente condizionata
e nei quali non esiste la libertà di culto (come al esempio i paesi
del Golfo).
Particolarmente arricchente il confronto con i giovani provenienti dalla
regiona indiana - ma a maggioranza cristiana - del Kerala, figli di una
chiesa certo molto diversa dalla nostra per tradizioni culturali e liturgiche
ma unita a noi nel professare, in unione con Roma, la fede in Gesù
figlio di Dio.
Ed è proprio ricordando: Siete venuti qui per cercarlo, e
state certi che lo troverete!, che Henry Cappello, Presidente di
YAI International, ci ha accolto con gioia nella serata inaugurale del
Festival. L'incoraggiamento ad aprire il nostro cuore ad un'esperienza
personale di incontro vero, profondo, con Gesù vivo è stato
al centro degli interventi e delle catechesi tenute da personalità
di primissimo piano, come Salvatore Martinez che ci ha invitati a dilatare
il nostro cuore per accogliere lamore di Cristo, o P. Tom
Forrest, uno dei maggiori leader del Rinnovamento carismatico internazionale,
già primo presidente dell'ICCRO (attuale ICCRS) e fondatore di
Evangelizzazione 2000, che ci ha ricordato, con l'abituale impeto, come
nessuno ha mai fatto quello che Cristo ha fatto per te.E sono
stati proprio gli intensi momenti di adorazione eucaristica vissuti sia
singolarmente, nell'intimità di un rapporto privilegiato col Signore,
magari nelle veglie notturne in cappella dove il Santissimo Sacramento
era sempre esposto, o comunitariamente, come in occasione del "Roveto
ardente" animato dal RnS sabato 13 sera - un momento molto inteso
e toccante, di guarigioni spirituali e conferme per molti di noi - che
ci hanno preparato ai giorni della XX GMG di Colonia.La fantastica esperienza
di gioia e di comunione vissuta ad Essen è per me riassunta in
una frase pronunciata durante la messa di venerdì 12 agosto da
Mons. Valerian DSouza, Vescovo di Poona in India soprannominato
"the Singing Bishop", che ci ha esortato a tenere sempre presente
nel nostro cuore l'evidenza dell'esperienza che stavamo vivendo in quei
giorni, la certezza cioè che Gesù è vivo e
la Chiesa è viva. |
| |
I momenti belli e significativi vissuti nei giorni passati a Colonia sono
stati numerosi e risulta dunque arduo sceglierne in particolare qualcuno.
Anche a Colonia, la presenza stessa per le vie della città di una
chiesa viva e giovane, felice di poter testimoniare liberamente la propria
fede è un qualcosa che ha colpito in modo particolare gli stessi
abitanti della città, che dal 16 al 21 agosto si è vista
"invasa" da un'armata pacifica e festante.L'incontro con il
Santo Padre Benedetto XVI sulle rive del Reno è poi qualcosa che
rimarrà indelebilmente impresso nella mia memoria per sempre, così
come l'entusiastica accoglienza riservatagli dalle migliaia di giovani
riuniti sulle rive del Poller Wieser. Le sue parole in quell'occasione
ha dato un senso al nostro essere pellegrini sulle orme dei Magi venuti
dall'Oriente: come loro, anche noi eravamo "venuti per adorarLo",
per adorare lo stesso Gesù presente sotto le specie del pane e
del vino anzichè nelle membra fragili di un bambino disteso in
una mangiatoia. E il Papa era là con noi per questo, per indicarci
la strada che ci avrebbe condotto a Lui: quella stessa strada indicata
dalla stella della nostra coscienza, e non certo quella suggerita dal
mondo e dalle sue sirene.
Il culmine della GMG, peraltro ricca di molti momenti belli ed arricchenti,
come i momenti di preghiera comunitaria carismatica vissuti come Rinnovamento
a Frechen, dove centinaia di mani alzate continuavano ad acclamare il
Signore e a lodare il suo Nome, o le catechesi dei vescovi venuti in mezzo
a noi per spezzare il pane della Parola, è stata sicuramente la
veglia del 20 e il 21 agosto vissuta a Marienfeld, il "campo di Maria"
in cui eravamo convenuti - dopo qualche ora di cammino - nella giornata
di sabato 20.
In questa enorme spianata di Marienfeld, sulla "Collina delle 70
Nazioni costruita con la terra proveniente da moltissimi paesi del
mondo, si ergeva il palco papale, coperto da una sorta di grandissimo
pallone gonfiabile illuminato internamente, durante la notte, da tantissime
lampade al neon. Il richiamo era "alla nube luminosa, allardente
colonna di fuoco della presenza di Dio" che accompagnò il
popolo di Israele nell'Esodo verso la Terra Promessa, proteggendoli dal
sole di giorno e illuminandoli di notte. Mai riferimento mi è sembrato
più riuscito. Camminando di notte per le vie e le corsie di scorrimento
tra i settori del nostro "accampamento" si aveva veramente la
sensazione, vivissima, di essere come catapultati in mezzo alle tende
del popolo scelto dal Signore, che anche a tarda notte non si stancava
di innalzare il suo Nome e di danzare in suo onore con i cuori colmi di
gratitudine.
Durante la veglia del sabato sera il Santo Padre ci ha svelato in modo
molto profondo il significato stesso del "pellegrinaggio interiore"
compiuto dai Magi e che noi siamo chiamati a ripercorrere, come loro,
anche noi siamo invitati ad abbandonare il "Dio privato" costruito
a nostra immagine e somiglianza, il "Gesù privato" che
più ci fa comodo, per adorare lo stesso Signore, presente ora come
allora:
"Cari amici - ci ha detto allora il Papa - questa non è una
storia lontana, avvenuta tanto tempo fa. Questa è presenza. Qui
nell'Ostia sacra Egli è davanti a noi e in mezzo a noi. Come allora,
si vela misteriosamente in un santo silenzio e, come allora, proprio così
svela il vero volto di Dio. (...) Egli è presente come allora in
Betlemme. Ci invita a quel pellegrinaggio interiore che si chiama adorazione."
L'adorazione, tutt'altro che un gesto puramente rituale, è "ad-oratio,
contatto bocca a bocca, bacio, abbraccio", un trovarsi faccia a faccia
con Dio, in un incontro personale, in un dialogo d'amore in cui possiamo
parlargli di tutto, donargli tutto - anche quella preoccupazione, quel
dolore, quella ferita nascosta nel cuore - ma anche ricevere tutto il
Suo Amore. Ma "l'adorazione, continuava B16, ha un contenuto e comporta
anche un dono", un dono che non può essere che TUTTO NOI STESSI,
perchè "un dono minore di questo non basta per questo Re".
Come i Magi, come i Santi e i Beati che nei secoli, raggiunti dalla luce
di Cristo, si sono donati a Lui completamente.
Come i Magi offriamoGli allora senza timore, come ci invitava a fare Giovanni
Paolo II, loro, cioè la libertà di seguirlo con amore
e di rispondere alla chiamata che ci ha fatto, facciamo salire a Lui lincenso
della nostra preghiera ardente, portiamoGli la mirra, ovvero laffetto
pieno di gratitudine. |
| |
Veniamo a Lui, come il Santo Padre ci additava durante la Santa Messa
la mattina del 21 agosto, anche mediante la partecipazione alla Santa
Eucaristia, quando l'adorazione diviene UNIONE. Lasciamoci trasformare
da Lui dentro di noi, particolarmente in questo anno eucaristico, e diventiamo
una cosa sola coi fratelli che mangiano il nostro stesso Pane. UNIONE
con Lui e UNIONE coi fratelli, Suo corpo mistico! E impegnamoci a portare
a Lui chi ancora non lo conosce, perchè è proprio vero:
"Una grande gioia non si può tenere per sè. Bisogna
trasmetterla".
Emanuele |
|