Rinnovamento nello Spirito Santo - Piemonte e Valle d'Aosta

Capodanno Giovani 2008-2009, Casa Diocesana di Altavilla
Presentazione del ritiro
Sara

 

 

 

 

 

 

 

 

Buon giorno a tutti,
siamo Sara e Gigi,e siamo qui oggi, in rappresentanza del Cammino Giovani della Diocesi di Torino, per testimoniare le meraviglie che il Signore ha compiuto in questo capodanno ad Altavilla, presso la Casa della Diocesi di Alba.
Il capodanno Giovani proposto per ragazzi e ragazze del Rinnovamento delle regioni Piemonte e Valle d'Aosta si propone ormai da diversi anni,donando la possibilità a tutti i giovani come noi di porre nelle mani di Dio e del Suo Spirito l'inizio del nuovo anno, e di passare anche un periodo di tre giorni accanto a nuove persone che con il semplice sorriso sanno testimoniare la presenza del Signore nella loro vita. Noi giovani abbiamo bisogno di condividere l'esperienza del Signore con altri giovani come noi, perché questo ci permette di non sentirci soli nella nostra missione,ma uniti in un "SOL CORPO".
Ciò che ha compiuto il Signore i questi tre giorni è difficile da raccontare, le sue opere sono troppo grandi, e noi alle volte ci sentiamo troppo piccoli per saperle descrivere,ma è necessario per noi testimoniare la sua presenza perché quando hai questa gioia, questa pace nel cuore non puoi far finta di nulla, non puoi nasconderti, non puoi più dimostrare che nella tua vita nulla è cambiato,ma devi urlare ciò che senti dentro: "il Signore ha cambiato la mia vita", " il Signore ha bussato alla mia porta". Dio ha stravolto alcuni idoli, ha donato certezze, ha liberato dalla schiavitù, ha promesso il suo amore infinito, si è fatto incontrare attraverso i fratelli…insomma ci ha coccolati nella sua infinita bontà, ma ci ha anche chiesto di perdonare, ci ha chiesto di scegliere, ci ha chiesto di annunciare la sua parola!Ed ora siamo qui perché vogliamo rispondere a questa chiamata, proprio come ha fatto l'apostolo Paolo, invitato speciale del nostro capodanno, dopo l'incontro con Gesù sulla via di Damasco. Infatti accanto a questo grande testimone abbiamo incominciato il nostro viaggio.

 

Gigi  

Per primo abbiamo incontrato Stefano durante il suo martirio e ci siamo chiesti quale posizione vogliamo occupare noi nella nostra vita: essere colpiti dalle pietre, lanciare le pietre,o semplicemente restare a guardare? Saulo era fra quelli a favore del martirio, ed in un certo senso comprese poi successivamente che, attraverso questo avvenimento, aveva incontrato per la prima volta il coraggio della Fede, ma senza prestarvi ascolto..senza darvi importanza! E così qualcuno di noi vivendo nella preghiera la sua scelta ha sentito in particolar modo lo Spirito del Signore che lo accompagnava in questo passo…ed è qui adesso per testimoniarlo. ( testimonianza di Mariano vedi allegato).

 

Sara

 

 

Proseguendo nel cammino, abbiamo incrociato sulla via la giovane schiava di Filippi che ci ha condotto ad una domanda: chi è il tuo padrone?Lei nella sua vita era sottomessa a degli uomini che sfruttavano lo spirito maligno che la abitava, per indovinare il futuro.Dunque noi di chi siamo schiavi? Forse delle nostre paure, del conformismo, della superbia, dell'invidia e di quante altre schiavitù! Abbiamo capito allora, in quel momento, di cosa dovevamo liberarci, scoprendo però che per farlo Dio ci deve sostenere: la nostra vera libertà è solo in Cristo; con la Sua misericordia cancella ogni nostra schiavitù e ci permette di essere come realmente siamo, senza vergogna per i nostri errori, mancanze e difetti.Qualcuno tra noi desidera testimoniare questo grande amore testimonianza di Francesco
Mi chiamo Francesco, gruppo "Gesù nostra speranza" di Cuceglio!
Quello ad Altavilla, è stato il mio primo capodanno cristiano,passo che avevo già meditato di compiere in passato, ma che in verità,non avevo mai preso seriamente in considerazione. Cedendo puntualmente alle tentazioni del mondo, ignoravo davvero quello a cui stavo rinunciando. Sapete quando nella vita vi capita di fare un'esperienza eccezionale, quelle cose che senti di voler ripetere ancora ed ancora … beh, in un attimo diventa tutto chiaro, e questa novità chiede da sola di avere un seguito! Fra catechesi interattive, insegnamenti sulla parola sapientemente attualizzati, momenti di preghiera intensi, tempo per se stessi e per sorridere con gli altri, il gruppo cominciava a muoversi assieme, come quando il vento soffia su un campo di grano, e le spighe si inchinano tutte nella stessa direzione…il vento è lo Spirito Santo, le spighe noi!!!L'ho incontrato, Gesù… L'ho visto nelle persone, l'ho incontrato nel mio cuore quando, dopo 10anni, mi ha chiamato alla confessione!...L'ho amato durante l'adorazione, in ginocchio davanti a Lui, nelle parole dei fratelli, nei canti! L'ho vissuto nelle relazioni con tutti, nelle condivisioni fra i corridoi, nel ballo senza sballo! Nei giochi fino alle 7 del mattino … in pigiama, con la capacità di restare sottovoce completamente annullata dall'entusiasmo. L'ho ammirato muoversi fra i tavoli della mensa, com'è possibile che si possa essere felici di sparecchiare la tavola o di lavare il pavimento??? Eppure era così…
Sono rimasto di sasso al momento dei saluti… quando ho scoperto che queste 48 ore trascorse con Gesù e per Gesù, mi avevano regalato almeno un buon motivo per desiderare di incontrare ancora quel fratello o quella sorella che stavo abbracciando…
Oggi che vi vedo tutti…sono felice…
Lode e gloria a Te Gesù…

 

Gigi

 

 

Accompagnati da Paolo, continuando il nostro viaggio siamo giunti alla conoscenza di Eutico; questo giovane è un personaggio forse poco ricordato nelle letture, anche se spesso in realtà noi gli assomigliamo molto;infatti ricerchiamo come lui l'emozione ricevuta nel vivere l'esperienza del Signore, dimenticandoci quanto l'incontro e lo studio con la Parola siano fondamentali per la nostra missione!Eutico si era addormentato durante una riflessione di Paolo,e per questo cadendo da una finestra, aveva perso la vita. Non volevamo che ciò accadesse anche a noi, e cosi cercando le risposte nell'unico posto dove si possono trovare, la Parola di Dio,ognuno di noi ha vissuto un momento di deserto o di riflessione personale per riuscire ad ascoltare ciò che il Signore aveva da dirgli!E così durante questo dialogo ci sono stati dei grandi incontri….e qualcuno ce ne parlerà testimonianza di Andrea:

Mi chiamo Andrea,
ho 18anni ed abito a Torino. Se considerate che partivo con il pensiero che,
non solo non credessi in Dio, ma che oltre a questo mi ponevo lo scrupolo di
spiegare agli altri il perché non si dovesse credere in Lui, ed ora sono qui,
davanti a voi, per raccontarvi ciò che il Signore ha fatto in me, si può dire
che ci sia stato un grande passo in avanti.
Partito per la fiducia verso un amico, "neo-fratello", mi sono ritrovato per
la prima volta a festeggiare un capodanno cristiano, senza però avere troppe
aspettative. Si comincia!!!Già dopo il gioco di conoscenza iniziale, ed i primi
momenti di preghiera, mi sentivo un pesce fuor d'acqua. Sapevo che tutte le
persone intorno a me, avevano uno scopo, un obiettivo da raggiungere; io invece
ero lì, mi sentivo osservato e cominciavo a pensare quante ore sarebbero
servite per tornare a casa, perché me ne sarei andato anche a piedi!
Stato d'animo pessimo, che solo Lui, con il suo amore, poteva trasformare in
felicità, facendomi capire che si nasce con le ali, per poter volare. Circondato
da persone che mi volevano bene, cosa che percepivo chiaramente anche se era la
prima volta che le incontravo, il Signore ha creato le condizioni perché io mi
aprissi a Lui, ed a porte ormai aperte, non si è fatto attendere. Ho potuto
confrontarmi con Lui come con nessun altro avrei potuto fare: paure, dolori che
lui già vedeva, erano per la prima volta offerti da me!!!
Ringrazio il Signore, perché mi ha ridato la voglia di vivere la vita, perché
io dalla vita non ci tiravo fuori nulla di buono, la vivevo così…per sport! Ora
sento di voler ripartire, con la consapevolezza che c'è Lui in quello che
faccio. Voglio scoprire quanto vale essere fratelli in Lui, quanto è diverso
dalle amicizie di prima.
Vi saluto con il Salmo che mi ha colpito in centro al cuore, durante il
momento di deserto: Salmo 139¸1-5

Salmi - Capitolo 139
Omaggio a chi sa tutto
[1]Al maestro del coro. Di Davide. Salmo.
Signore, tu mi scruti e mi conosci,
[2]tu sai quando seggo e quando mi alzo.
Penetri da lontano i miei pensieri,
[3]mi scruti quando cammino e quando riposo.
Ti sono note tutte le mie vie;
[4]la mia parola non è ancora sulla lingua
e tu, Signore, gia la conosci tutta.
[5]Alle spalle e di fronte mi circondi
e poni su di me la tua mano.

 

Sara

 

 

Giungendo verso la fine del nostro viaggio, nel nostro penultimo incontro, ci siamo imbattuti nella persona di Giovanni Marco; con lui Paolo aveva affrontato molte missioni, ma per qualche motivo ad un certo punto i due compagni e amici si erano dovuti dividere, probabilmente per qualche incomprensione (questo non viene specificato), ma viene direttamente riportato nella lettera ai Colossesi il momento di ricongiungimento e dunque di perdono fraterno…Allora anche Paolo, cosi grande nella sua Santità, ha dovuto affrontare il perdono, nel darlo e nel riceverlo. Prendendo spunto da questo avvenimento anche noi abbiamo vissuto un momento molto forte di perdono…tutti ci sostenevamo a vicenda con la preghiera e così ognuno di noi è stato in grado di perdonare chi gli aveva causato delle ferite…di porre nel cuore misericordioso di Dio il nome di chi più ci aveva fatto soffrire…la confessione è stata nostra compagna!E le meraviglie non si sono fatte attendere...ecco la prova
testimonianza di Luca
Assieme a Giovanni Marco abbiamo riflettuto sul motivo del perdono: Paolo infatti non era dell'idea di prendere il giovane come compagno di viaggio, contrariamente al parere di Barnaba, perché si era separato da loro durante il viaggio precedente. Ma nelle ultime Lettere di san Paolo, a Filèmone e nella seconda a Timòteo, lo stesso Marco appare come "il mio collaboratore".
Fin da quando ho conosciuto il Rinnovamento c'è un Giovanni Marco nella mia vita che ho fatto fatica a riabilitare come "mio collaboratore" per usare le stesse parole di Paolo: è uno dei primi fratelli del gruppo che ho incontrato e che ho voluto assumere come compagno di viaggio, o meglio come guida dato che in questo caso ero io il novizio. Ma ben presto mi son ritrovato da solo, deluso dai suoi atteggiamenti, ferito, affranto: lo credevo maturo, capace di insegnarmi e di guidarmi, di essermi vicino e invece così non è stato. Nonostante questo son riuscito ad andare avanti, anche se per tre anni non ho fatto altro che cercare di allontanare da me quel giovane, addossandogli il fardello della delusione.
Poi un giorno, all'incontro del cammino giovani in un momento di preghiera mi è stata mostrata la sua povertà e ho iniziato a sentire pesare su di me le mie mancanze nei suoi confronti, tutte quelle volte che io l'ho deluso o ferito. Successivamente a Rimini Animatori, dopo una mattinata passata in cappella, mi è stata data la forza di andare a parlare con lui e anche se per quanto mi riguarda le parole che ci siamo detti non hanno avuto nessuna importanza, il fatto di ritrovarci faccia a faccia a parlare di noi due dopo tanto tempo ha lasciato il segno. Infine il capodanno, dove lo Spirito Santo ha finalmente potuto agire pienamente, purificandomi grazie alla preghiera dei fratelli del cammino giovani, dove ogni lacrima versata era il segno della Sua presenza in me che operava. In quel momento mi sono sentito svuotato, ma Gesù mi ha lasciato un regalo nel cuore: la speranza di poter compiere prima o poi un nuovo viaggio con il mio Giovanni Marco.

 

Gigi

 

 

L'ultima tappa del nostro viaggio, non punto di arrivo, ma più che altro punto di partenza, si è verificata nell'incontro con Timoteo. Egli fu scelto da Paolo per accompagnarlo nella sua missione di annuncio della parola…cosi anche noi siamo stati scelti per testimoniare con la nostra vita l'amore di Dio. Noi giovani spesso abbiamo paura di ascoltare la chiamata,ci fanno paura le responsabilità…non per pigrizia, ma semplicemente perché ci sentiamo impreparati ed incapaci di annunciare il Signore, anche se sappiamo bene che Lui ha già fatto cose grandi e ne farà ancora….
Ma Paolo, strumento del Signore, ci ha incoraggiato dicendo: "Ti scongiuro davanti a Dio, annuncia la parola"…ed eccoci…siamo qui…e qualcuno tra noi ha deciso di incominciare da oggi… testimonianza di Andrea Cencio
Ciao sono Andrea,
scusatemi tanto se vi scrivo solo adesso ma non sono davvero riuscito prima, mi sono successe così tante cose strane ed impreviste!
Dunque, io premetto ... non ho idea di cosa voglia dire fare una testimonianza e ho una paura indicibile.
Mi sono però sentito dire tante volte che bisogna cercare di accantonare le proprie paure ... voglio provare a farlo.
Quello che mi è successo e che vorrei trasmettere è ciò che ho sentito quando avete invocato lo Spirito Santo su di noi l'ultima mattina.
Era la volta in cui abbiamo letto e commentato la Parola della 2° lettera a Timoteo.
Io non credo di essere in grado di dare una interpretazione, mi limiterò a raccontare ciò che ho sentito. Era come se una storia si delineasse nella mia mente, non propriamente una immagine ben raffigurata ma una consapevolezza dei luoghi e delle figure presenti.
Iniziava con una forte figura paterna, di genitore, oltre una porta. Questa ad un tratto si apriva e dall'altro lato incominciavano ad uscire dei bambini (io mi identificavo nel primo ma non ha molta importanza), il primo dava un'occhiata fuori dove era il Padre e girandosi chiamava gli altri.
Ognuno si avvicinava a passi lenti e corti e raggiunta l'uscita c'era chi faceva capolino dalla porta e chi più coraggiosamente usciva fuori.
Tutti infine si avvicinavano al Padre e l'ultima immagine è stata un'immagine di completa vicinanza e dolcezza, l'amore dilagava tra tutti loro.
Mi sono commosso. Non riuscivo a trattenere le lacrime e sinceramente (nonché stranamente) non mi importava di farlo.
Quando Fulvio ha parlato della scienza, durante la lettura della prima lettera a Timoteo (6,20), ha mosso nel mio cuore una ricerca che è culminata in questa volontà e richiesta a Dio:
"Signore, io sono un aspirante scienziato ( ndr. laureando in ingegneria nucleare) e nei miei anni di studi sono giunto alla conclusione che non arriverò mai a sapere neanche una millesima parte delle cose della terra, ti prego quindi di salvarmi sempre dalla presunzione di credere di conoscere le cose del cielo."
Ho deciso che me lo ripeterò spesso perché oltre ad essere una richiesta possa diventare una promessa a Lui.
Grazie per il capodanno magnifico che mi avete permesso di vivere con Dio.
vostro amico Andrea

Conclusione
L'armonia e la gioia con le quali abbiamo vissuto questo capodanno hanno fatto sì che si creasse tra di noi un forte legame di amicizia e di fratellanza nel Signore, che da allora ci permette anche di pregare gli uni per gli altri e abbiamo il desiderio di organizzare periodicamente degli incontri di preghiera, di gioia e di festa con Gesù!
ALLELUIA!!!

     
Testimonianze
Mariano

 

 

Ringrazio Gesù per l'esperienza del capodanno giovani!
Anch'io, un po' come Stefano davanti al tribunale ebraico, devo trovare il coraggio di dire cose non facili da ascoltare.
L'esperienza di fine anno è stata un raggio di sole che ha squarciato delle tenebre dentro di me.
Cammino nel RnS dalla fine del 2005: un inizio non facile, ma tanti, davvero tanti sono i miracoli per i quali rendere grazie al Signore.
Da tempo, però, un'amarezza continuava a togliermi pace.
Gli "effetti" della preghiera settimanale troppe volte si fermavano al giorno dell'incontro, troppa incoerenza tra il vivere quotidiano e
l'esperienza del cammino.
...Il mondo non ha tardato con la sua lapidazione, ogni giorno.
Spesso non si trattava delle persone ma delle scelte quotidiane, di testimoniare dando ragione della mia fede, ragione che, per il dolore,faticavo a trovare. Troppa l'incapacità di vivere normalmente e con serenità la mia vita di giovane...e questo, devo dirlo, non è dipesosolo dalla mia debolezza.
Prima del capodanno, altri raggi di luce hanno iniziato a fare breccia: gli incontri con il cammino nazionale (Loreto e, più recentemente,Rimini Animatori). Ascoltare che cosa il Signore sta combinando in altre regioni, vedere qualcosa di diverso nei cuori di altri giovani,sentire quali sono gli obiettivi del Progetto Unitario di Formazione è stato liberazione. L'immagine che ho avuto è stata quella di una digache finalmente si rompeva e lasciava scorrere l'acqua su una terra ormai tanto secca da essere cosparsa di spaccature.
Lo dissi a Mariapia dopo il 'Simposio dei giovani' e aggiunsi: "Ho solo il timore che tutta quest'acqua, scendendo all'improvviso, sia anchedistruttiva; bisognerebbe incanalarla...". Lei mi rispose: "Ma non ti preoccupare che di acqua ce n'è un gran bisogno!".
Poi ancora deserto per me.
Infine il capodanno. Non me l'aspettavo. Per la prima volta è stata "perfetta letizia" (anche se in certi momenti non sapevo se stessi facendole cose nel modo giusto). C'è stato tutto: la preghiera, la catechesi, i sacramenti, l'adorazione e...il santo divertimento: abbiamo giocato,ballato, scherzato e perfino fatto la gara al pigiama più brutto fino al mattino dell'1 gennaio. Insomma è stato un capodanno giovane!
Molti ragazzi facevano esperienza di Gesù con il RnS per la prima volta e alla fine dicevano:"Ora ci informiamo per andare in un gruppo".
Al ritorno, in treno, abbiamo pregato nel vagone davanti a tutti, senza vergogna, protetti anche da Maria a cui abbiamo affidato il rientro.
Do lode a Dio per tutto questo che per me è stata guarigione!
     
Veronica

 

 

Quando andavo alle scuole medie, spesso i miei compagni di classe bestemmiavano e poiché questo fatto mi infastidiva, dicevo loro di smettere, peggiorando la situazione: essi infatti non solo continuavano per infastidirmi apposta, ma cominciavano a prendermi in giro. Per questo motivo in quel periodo non avevo molti amici e soffrivo molto quando restavo sola. Nonostante tutto non ho mai smesso di credere in Gesù o a dargli la colpa per la mia situazione, ma anzi Gli chiedevo di farmi incontrare amici che mi accettassero per la credente e praticante che sono. Durante il convegno nazionale di Rimini, infatti, incontrai quella che oggi è la mia migliore amica e alle superiori, dopo un primo momento di prese in giro, riuscirono finalmente ad accettarmi per quello che sono.
Un fatto particolare cambiò molto la mia vita nel 2007 al primo capodanno giovani a cui partecipavo. Nel corso della preghiera fu letta una Parola tratta da Ezechiele 2, 3-8: "Figlio dell'uomo, ti mando dal popolo d'Israele. Essi e i loro padri sono un popolo ribelle e dalla faccia insolente. […] Io ti mando da questa gente testarda e ostinata. Riferisci loro le mie parole. Magari ascoltassero e la smettessero, ma sono un popolo ribelle. Tuttavia dovranno riconoscere che un profeta sta in mezzo a loro. […] …non aver paura di quel che diranno per contraddirti; sarà per te come trovarsi tra le spine dei rovi, come sedersi sugli scorpioni. […] …ascolta quello che ti dico e non ribellarti anche tu." Mi ritrovai benissimo in questa descrizione!
Purtroppo nell'ultimo anno mi sono un po' lasciata andare e non ho pregato molto, fino al capodanno giovani, quando la prima sera ci fu presentata la figura di Santo Stefano. Maria Pia, la delegata dei giovani, durante il suo insegnamento ci rivolse la domanda: "Voi da che parte stareste, quella di Stefano o quella dei suoi lapidatori?" Per un cristiano la risposta dovrebbe essere ovvia. Prima di rispondere ripensai alla mia esperienza nelle medie e alla mia situazione attuale: Stefano un pochino lo rispecchio. In particolare Maria Pia, facendo degli esempi, disse che anche fare il segno della croce passando vicino ad una Chiesa, quando dalla parte opposta si vede arrivare la propria compagnia, è un atto di evangelizzazione, al ché mi ricordai subito che qualche tempo fa, mentre uscivo con una delle mie più care amiche,passando davanti ad una chiesa, feci il segno della croce e lei mi disse: "Ma cosa fai il segno della croce?" io risposi senza esitazioni : "Saluto la persona in cui credo." Inoltre pregando in cappella, mi ricordai della Parola tratta da Ezechiele e la rilessi: mi resi subito conto di aver fatto male ad aver pregato poco in quel periodo. Ringraziai il Signore per avermela fatta ricordare e ripensai a tutti quegli episodi in cui ho espresso il mio parere, consono alla Chiesa, ma contrario a quello degli altri e a tutte quelle volte in cui la paura di restare sola di nuovo mi abbia zittito, così anziché "prendere la sassata", metto le mani davanti e mi paro la faccia. Penso anche che essendo ancora molto giovane, ho ancora molta strada da fare prima di arrivare ad essere come Stefano e camminando "un passo alla volta" spero di poter un giorno arrivare ad essere come lui e a non aver paura della folla e del loro giudizio.