Rinnovamento nello Spirito Santo - Piemonte e Valle d'Aosta

Capodanno Giovani 2007-2008, Casa Diocesana di Altavilla
Il Programma

 

30 pom
Accoglienza, Presentazione del corso
LA CREAZIONE
"Esisto perché il mio Dio mi ha pensato e voluto!"

30 sera
ROVETO ARDENTE
"Dio viene a cercarmi e mi parla"

31 matt
IL MAR ROSSO
"Scelgo Dio?"

31 pom
DESERTO

31 sera
ALLEANZA
e arrivo nella
TERRA PROMESSA

1 matt
Voci di giubilo e vittoria nelle tende dei giusti

 

La cronaca dei giorni passati insieme

Il tema scelto per questo Capodanno era la salvezza che il Signore ha preparato per ognuno di noi. L'idea era ambiziosa: volevamo rivivere i passi che hanno portato Israele alla salvezza come se si presentassero uno dopo l'altro davanti a noi allo stesso modo in cui si erano presentati davanti al popolo di Dio ai tempi di Mosè: rivivere le emozioni, scoprire cosa avremmo fatto noi al loro posto e cosa facciamo noi oggi davanti a questa salvezza. Affinché questo diventasse possibile, era importante che ognuno di noi si sentisse protagonista e parte di un corpo, attore non spettatore di ogni attività.
Il 30 pomeriggio, dopo una calorosa accoglienza, abbiamo dovuto cominciare a fare amicizia con chi non avevamo mai visto: per riempire il tempo durante l'attesa di ricevere la nostra camera, per organizzare le macchine e andare insieme a vivere la SS. Messa domenicale nella città di Alba, siamo stati costretti a guardarci in faccia, a chiacchierare tra di noi, a conoscere gli altri e lasciarci conoscere.
La sera, dopo cena, siamo entrati nel vivo con una mistagogia che ci ha invitati a spogliarci della nostra sicurezza ed entrare in cappella davanti allo stesso Roveto Ardente che aveva parlato a Mosè: Gesù Signore, Verbo di Dio. Durante la preghiera, il Signore ci ha chiamati, ci ha attesi, ha parlato cuore cuore ad ognuno, ha cominciato ad entrare nelle profondità della nostra vita e delle nostre ferite, con delicatezza. Non ha permesso che nessuno di noi uscisse dalla cappella senza aver fatto cadere ogni resistenza. È stato talmente bello che alla fine non volevamo più andarcene e abbandonare il silenzio adorante che stavamo vivendo!
Il 31 mattina, Alessandro Ricca ci ha fatti incamminare lungo il deserto che porta fuori dall'Egitto e attraversare un varco che solo per Fede potevamo vedere. E durante la preghiera che è seguita, il Signore ci ha dato la forza per deporre le nostre schiavitù ai suoi piedi ed accettare la Sua Grazia salvifica. L'azione di Dio ha investito in toto la nostra vita, risanandola da ferite profonde e dimenticate. Abbiamo capito che tra oggi e ieri non cambia nulla, solo una data di calendario. Quello che conta è il passaggio interiore, che dobbiamo fare OGGI perché OGGI si presenta ai nostri occhi la salvezza.
Il 31 pomeriggio abbiamo provato a rivivere i 40 anni di Israele nel deserto. Dopo i grandi segni che sconvolgono la storia dell'uomo, si presenta un tempo di silenzio, nel quale Dio sembra non presente, ma se lo si cerca nel silenzio lo si trova ancora più forte e vicino! E' il tempo del deserto. Nel deserto non siamo soli, riceviamo ogni tenerezza da Dio e dai fratelli che ci ascoltano e ci aiutano nelle difficoltà. Abbiamo anche tanti amici con cui collaborare e divertirci. Il deserto è segnato dalla consegna delle tavole dell'Alleanza, reciprocità del nostro rapporto con il Signore. Questo momento è stato vissuto nella SS. Messa serale. In modo profetico, don Lino ha celebrato condividendo il suo sacerdozio regale e profetico di ministro di Cristo con noi e ci ha lasciati lo spazio per rendere testimonianza di ciò che il Signore stava compiendo nelle nostre vite.
Di corsa a cena e poi a farci belli anche fuori (dentro ci aveva già pensato il Signore!), per il brindisi di mezzanotte ed entrare nella Terra Promessa.
Abbiamo voluto vivere la Terra Promessa nel nuovo anno con una festa, ispirati dalle parole di Giovanni Paolo II:
"Gesù non chiede di rinunciare a vivere, ma di accogliere una novità e una pienezza di vita che solo Lui può donare" (messaggio per la GMG, domenica delle palme 2001).
La terra promessa che il Signore ci consegna, altro non è che la nostra vita di giovani nel mondo ma non del mondo.
È stato divertente metterci in gioco impersonando i mimi della salvezza e ballare nella Gesù-Teca allestita per l'occasione. Il tutto all'insegna di un divertimento sano e rispettoso di noi e degli altri.
Il 1 mattina che fatica svegliarci! Non avevamo neanche la forza di dire un grazie a Gesù e allora lo Spirito Santo ci è venuto in soccorso. Ci ha chiamati ad intercedere gli uni per gi altri, nessuno si è potuto chiamare fuori, perché nel progetto di Dio ognuno di noi è importante, siamo come le tessere di un mosaico: indispensabili anche se piccole, ed inutili se messe nel posto sbagliato. Ed ora all'opera nella vigna del Signore!

Un breve riassunto della Storia di Mosè

Ognuno deve considerare, di generazione in generazione, che anche lui è uscito dall'Egitto. Per approfondire la storia leggi il libro dell'Esodo.

L'INIZIO
La storia si apre in una situazione di schiavitù e di oppressione: espropriato di tutto, anche del suo avvenire, Israele sta morendo.
Prosegue su un piano semplicemente umano: un faraone potente e dispotico, una politica che opprime i poveri, una donna che fa di tutto per salvare il suo bambino, un gesto coraggioso di solidarietà umana, un uomo che rinuncia ai suoi privilegi. Dov'è Dio in tutti questi fatti? Nel cuore stesso di tutto ciò che viene a disturbare un ordine stabilito che conduce alla morte.

ROVETO ARDENTE
Il grido del povero colpisce Dio al cuore. Va a cercare Mosè che si è rifugiato nel deserto dopo il fallimento del "suo" compito. Davanti a una tale missione, Mosè resiste, cosciente dell'incapacità di esserne all'altezza. Dio gli dona la Parola, a lui spetta di servirsene, e gli promette dei segni che autenticheranno la sua missione. E' lo schema di ogni incontro con Dio.

OSTACOLI
Alienazione e pigrizia. Il giogo della schiavitù si appesantisce, il lavoro raddoppia: come non dubitare? Ne vale veramente la pena? Questa liberazione è un miraggio!

Dio si ostina, prende l'iniziativa, conferma il suo amico Mosè. Comincia la Sua lotta con il faraone. È un coinvolgimento totale del Signore per il Suo popolo. Quando Dio si impegna in un'opera di liberazione, la porta fino alla fine con pazienza ostinata. Più la posta è grande, più le resistenze sono forti, ma rifiuto ed ostacoli sono essi stessi messi in conto da Dio e inglobati nel Suo progetto di salvezza. "Tutto è grazia, anche il peccato", dirà S. Agostino.

MAR ROSSO
Grandezza e fedeltà del Signore che "stringe" da vicino il Suo popolo, ma anche potenza della fede che, in una situazione critica, osa rischiare tutto sulla Parola di Dio.
Si celebrano tutte le liberazioni, quelle di ieri come quelle di oggi. Cantare un "Dio guerriero" è affermare che "Dio non è lontano", che non è assente nelle lotte umane per la giustizia e la libertà.

DESERTO
Tempo della prova in cui l'essenziale è incerto. Bisogna avere fiducia totale nel Signore, tutto ciò che è necessario sarà dato. La tentazione di regredire è permanente.
Ma, a suo tempo, giorno dopo giorno, Dio nutre il suo popolo.

ALLEANZA
Reciprocità e collaborazione.
Il Decalogo è la conseguenza dell'entrata nell'Alleanza, è il seguito logico di un'esperienza con Dio, non è un elenco di interdizioni ma un insieme di proposte: se veramente vuoi vivere nell'amicizia di Dio, non puoi più fare quello che vuoi.
È tutta la vita quotidiana che deve essere vissuta in alleanza.

TERRA PROMESSA
La terra promessa va conquistata e difesa. Il vero ostacolo per avanzare è la mancanza di fede che conduce a fare dei piani senza contare sul Signore. Il fallimento può essere il cammino di questa presa di coscienza.

UN POPOLO IN CAMMINO
L'Alleanza e la Promessa si sono appena conclusi che già il tempo dell'infedeltà comincia. Peccati e perdoni ritmeranno il cammino, fino alla fine, della storia degli uomini e "là dove il peccato abbonda, la grazia sovrabbonda". L'Alleanza verrà scritta nel cuore stesso dell'uomo.